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LA BATTUTA AL CINGHIALE Monticiano è uno di quei posti dove il cinghiale ha abitato da sempre e dove ha trovato il suo habitat piu' naturale. Sono piu' di 100 anni che si caccia il Cinghiale, sin da quando di cinghiali ce n'erano pochi e la battuta di caccia è un antica tradizione. Proprio per questo è doveroso e vale la pena far conoscere i modi, le tecniche, usanze e tradizioni di questa attività venatoria. Come si svolge: Poche ore prima della battuta, tre o quattro cacciatori esperti, i cosìdetti "traccini", delimitano la zona della battuta seguendo le tracce fresche del cinghiale. E' bene che tale operazione venga effettuata dopo un periodo di pioggia perché lo tracce sono più evidenti; se la terra non è bagnata i traccini escono con un cane al guinzaglio, il quale con le sue doti olfattive, delimita la zona ove si è "allistrato" il cinghiale. Nel passato, quando la zona era stata individuata, i traccini si portavano su di un' altura, accendevano un fuoco e provocavano con frasche verdi e bagnate una densa cortina di fumo, (come fanno gli indiani...), che serviva come richiamo ai cacciatori del paese, i quali, così avvertiti, si dirigevano nella zona segnalata dalla fumata; oggi tale oporazione è caduta in disuso.
Quando i componenti della battuta si sono radunati, i capocaccia
decidono dove stabilire gli appostamenti e dove sciogliere i cani. Le
"poste" sono stabilite a distanza di 25-28 metri l'una dall'altra, in
maniera visibile e in forma semicircolare; dalla parte opposta si
dispongono i canai e dall'altra i braccali o battitori, in modo da delimitare una vasta zona.
Quando tutti sono ai loro posti, il capocaccia suona il corno cui
risponde il suono del corno del canaio (canettiere). La battuta ha
inizio.
Se i cani abbaiano in canizza, significa che il selvatico sta fuggendo
verso le poste, e in tal caso è più facile che venga ucciso, o verso "braccali"
che hanno il compito di spaventare l'aniimale con rumori assordanti in
modo da respingerlo verso le "poste". Da ricordare è una vecchia tradizione che voleva il "battesimo di sangue" per colui che la prima volta uccideva il cinghiale: era una specie di iniziazione; con il sangue della preda il capocaccia imbrattava il viso del cacciatore. Al ritorno, a circa 200/300 metri dal paese si faceva la cosidetta "scarica" (si sparava in aria), per festeggiare la proficua caccia. Dopo si entrava trionfalmente in paese a colpi di clacson. Tratto da un opuscolo della Scuola Media Statale di Monticiano Anno scolastico 1979 - 1980 |
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Ricerche correlate: Caccia al cinghiale,Toscana, Monticiano, Siena, paese, borgo, collina, boschi, natura, cinghiale, caccia, battuta, attività, venatoria |
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