Homepage San Galgano
 
 
 
 
 
 
 
 
Sei in San Galgano » Dintorni » MONTICIANO » RACCOLTA DELLE CASTAGNE
           
Home dove si trova da vedere eventi foto di piu'...

IL TAGLIALEGNA

Il taglialegna è un'attività molto importante nell'economia di Monticiano e dintorni. Si taglia il bosco, di cerro e di castagno, si produce legna da ardere, si fanno pali, paracinte, travi, tavole, correnti ed altri oggetti in legno. Oggi rispetto a qualche anno fa la meccanizzazione ha reso meno faticoso il taglio del bosco e la relativa lavorazione ma nel passato era una vita dura e poco remunerativa. Per rendersi meglio conto di che cosa si trattava ecco una breve sintesi di quello che accadeva fino a un po' di tempo fa. L 'attività del bosco costituiva, fino a cinquant'anni fa una delle tre matrici fondamentali dell' economia di Monticiano, insieme alla trasformazione della legna in carbone e alla raccolta delle castagne. Spesso il mestiere del taglialegna era integrativo ad altre occupazioni; i carbonai, i contadini, i salariati, per sostenere il bilancio familiare si dedicavano al taglio del bosco. In gruppi di tre o quattro si mettevano in cammino la mattina all'alba, muniti di accetta, pennato della borsa dei viveri. La maggior parte delle volte, il lavoro era lontano da casa e se, nella zona, non c'erano casolari dove dormire, dovevano costruirsi degli alloggi di fortuna. Le capanne rano costruite da un'intelaiatura rudimentale in legno e ricoperte interamente di zolle di terra. Le capanne chiamate "a Gesu''" erano costituite da pali messi a combaciare come i lati di un triangolo; quelle "a dispensa" erano, invece, piu' elaborate: tre pali venivano fissati in un lato, altri tre fissati al lato opposto e quattro fissati a coppie nel centro; il tetto a spiovente e le pareti latterali venivano ricoperti di scope, roggiole e quindi zolle. I taglialegna costruivano anche i letti, servendosi di pedagna per l'intelaiatura, sulla quale ponevano, poi, un pò dipaglia. Dopo aver compiuto tutti questi lavori, il taglialegna ritornava al paese a prendere la propria famiglia, poi tutti insieme tornavano sul posto con il barroccio. A questo punto cominciava il lavoro vero e proprio; a quei tempi il bosco si tagliava piu' giovane di come si taglia ora, ad esempio, la pedagna da otto a dieci anni, il forteto da dieci a venti. Le donne cominciavano con il pennato a ripulire il sottobosco, poi gli uomini abbattevano con l'accetta i tronchi grossi e li riducevano in pezzi piu' piccoli, quindi ancora le donne, con il pennato, ripulivano i rami e li riducevano alla lunghezza di un metro circa. Tale legna era poi trasportata con dei cavalli di legno, fissati alle spalle, dagli uomini nelle "piazze"; lì venivano ammucchiata e destinata ai vetturini che la trasportavano verso le carbonaie dove veniva trasformata in carbone. Durante il periodo piu' caldo, ed esattamente in agosto, il taglialegna compiva un nuovo lavoro: la "scorzatura" dei tronchi di leccio e cerro. Si procedeva così: si costruiva un rozzo banco con la pedagna, ci si appoggiava sopra il pezzo di tronco da scorteccaire e si batteva con l'occhio dell'accetta da una parte all'altra, finchè la scorza non si staccava dasola. Tali scorze venivano messe ad asciugare in terra; una volta secche si stendevano sopra a delle balle ed erano battute con un legno finoa ridurle in briciole. A questo punto si imballavano, si "arrondolavano" (si legavano), si pesavano e si caricavano sui muli. Toccava ora al vetturino condurre le bestie sulla strada carrabile dove sarebbero passati gli autocarri per portare la merce a destinazione. le scorze erano richieste dalle concerie per ricavarne il tannino, sostanza che serve appunto per conciare le pelli. Un'altra attività del taglialegna era quella di "cavare il ciocco". Il ciocco è la radice dello "scopa" (erica). Quello maschio serviva per fabbricare pipe da fumo, quello femmina era destinato a divenire carbone. Il ciocco si cavava con un attrezzo particolare: il marrascudo costituito da un manico in legno, ad un estremità del quale era fissata l'accetta, dall'altra la zappa. Il ciocco, una volta sradicato, veniva accuratamente pulito e ricoperto di nuovo con la terra per non farlo asciugare troppo dal sole. Finito tale lavoro, erano ancora i vetturini ad imballarlo e portarlo a destinazione. Il taglialegna nel 1923 riceveva un compenso di Lire 4 al quintale per il ciocco maschio e per il ciocco femmina, cavato e cotto, Lire 18 la soma (due balle)  

Tratto da un opuscolo della Scuola Media Statale di Monticiano Anno scolastico 1979 - 1980

<< ritorna alla pagina principale di Monticiano


Ricerche correlate: Monticiano, Siena, Toscana, paese, borgo, collina, boschi, natura, castagne, marroni, caldarroste, polenta, farina dolce, castagneto, roncatura, mazzanghera, manfano, seccatoio.