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Come abbiamo poch'anzi detto la Chiesa di Torri è dedicata alla SS. Trinità ed a Santa Mustiola la Santa Patrona di Chiusi, cittadina della Provincia di Siena. Non è sicura la sua provenienza ed il modo in cui arrivò a Chiusi, ma sono storicamente certi l’esistenza ed il martirio di Santa Mustiola, supportati da documenti ufficiali antichissimi. Anche per quanto riguarda il martirio, esistono due versioni: c’è chi sostiene che sia avvenuto nel 258 sotto l’Imperatore Valeriano e chi sostiene nel 274 sotto l’Imperatore Aureliano. Comunque il culto e la venerazione della Santa, avvenne subito dopo la sua morte nell’anno 274. Un’iscrizione funeraria, già esistente nella catacomba di Santa Mustiola e oggi murata nella parete sinistra della Cattedrale di San Secondiano a Chiusi, ci ricorda una Giulia Asinia Felicissima “ex genere Mustiolae sanctae”. Questo titolo di “Santa” dato alla martire chiusina non e’ un semplice titolo onorifico come il “Sanctissima” che la stessa iscrizione da’ alla defunta Giulia, ma e’ il titolo di venerazione dato ai martiri fin dal IV secolo. Forse nel fondo rustico dei Pomponi (il marito di Giulia era un Pomponio Felicissimo), famiglia etrusco-romana divenuta cristiana, esisteva la tomba di questa “gens”che dette ospitalità funebre non solo al corpo di Santa Mustiola, ma anche alla comunità cristiana di Chiusi, che ampliò la tomba dei Pomponi in cimitero.
Sopra questo, tra il IV e il V secolo, fu eretta una basilica
cimiteriale ed il corpo della martire venne qui trasferito
dall’arcosolio catacombale che ne era stata la sepoltura subito dopo il
martirio. La tomba venne circondata da lapidi di marmo e venne incisa
sopra una bella iscrizione dettata da un diacono della Chiesa chiusina,
Anastasio. L’epitaffio, che dopo essere stato tolto dalla
sua posizione originale nel 1474, ebbe collocazioni diverse, andò quasi
del tutto disperso dopo che, nel 1782, il Vescovo Mons. Pannilini,
venduta e demolita definitivamente l’antica basilica, trasportò il corpo
di Santa Mustiola nella cattedrale di San Secondiano. L’intero epitaffio
lo conosciamo dai pochi versi superstiti (il primo è tuttora murato
nella parete destra della cattedrale di Chiusi) e dai versi tramandati
dai vecchi scrittori di cose Chiusine dei secoli XVII e XVIII che li
avevano letti quando erano ancora tutti conservati nella basilica di
Santa Mustiola . |
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Ricerche correlate: Torri, santa mustiola, Chiusi, |
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