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La grande Abbazia
di San Galgano

Descrizione:
Abbazia con pianta a croce latina a tre navate,(lunga 71 m e larga
21; 16 pilastri ) con orientamento dell'abside ad est e otto valichi per
parte nel braccio maggiore della croce, sul quale si aprono le due
campate a pianta rettangolare. Dal punto di vista architettonico
corrisponde perfettamente ai criteri della Regola dell'Ordine
Cistercense sia nella scelta del luogo di costruzione (vasta pianura,
priva di abitati circostanti, vicina a corsi d'acqua importanti)
sia per la sua pianta che si inserisce nella linea di Clairvaux: unica variante,
l'abside quadrato, peraltro molto diffuso in Italia, di richiamo
all'ambiente di Citeaux.
Particolare rispetto alle altre abbazie cistercensi è la posizione del
refettorio, che non si trova nel lato del chiostro che fronteggia la
chiesa ma nel prolungamento del transetto nell'estremità meridionale
dell'edificio monastico. E' realizzata in materiale vario, come il
travertino, particolarmente usato per gli esterni, il mattone e il sasso
accapezzato.
Varie sono le influenze stilistiche nell'architettura: da un punto di
vista strutturale, forte è il legame con la basilica lombarda a volta,
elemento comune delle prime e più importanti, chiese cistercensi in
Italia; mentre le caratteristiche di stile francese sono solo parziali e
limitate agli elementi decorativi. Questi ultimi, infatti, sono da
considerare senz'altro come traccia e spia dei contatti del monastero
con le città vicine.
Un'influenza pisana, probabilmente per mediazione volterrana, è
riscontrabile nei bacini ceramici che decoravano la facciata della
chiesa e che costituiscono un caso quasi unico nel territorio senese.
L'influenza di Siena invece è leggibile nelle bifore delle sei campate
della navata centrale e nei capitelli: questi infatti, chiaramente
permeati del gusto locale presente nel pulpito di Nicola Pisano
conservato nel Duomo, riportano alla seconda metà del XIII secolo,
quando si fanno più stretti i rapporti con la città.
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