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La grande Abbazia
Abbazia
di San Galgano; Notizie Storiche
Al di lą della programmata espansione in Val di Merse, in ambito
regionale inizialmente, si riconosce un atteggiamento passivo nei
confronti delle volontą di coloro che hanno presieduto alle prime fasi di
crescita del monastero. Da un lato quindi il vescovo Ildebrandino
Pannocchieschi, che intende vincolare strettamente a sč la fondazione,
donandole la grancia di Gesseri, posta all'interno della corte di
Berignone, dove lui stesso aveva sede; dall'altra, il papa Innocenzo III,
che con la cessione del monastero benedettino di Giugnano mostrava
l'evidente volontą di influenzare uno sviluppo in Maremma delle
proprietą monastiche, a sostegno della sua affermazione in territorio
toscano.
Il legame con il papato non riesce comunque a consolidarsi;
appena l'abbazia viene ad acquisire (tramite cessioni ed acquisizioni)
edifici e terreni nelle masse di Siena, attiva la razionalizzazione dei
possedimenti in Maremma (cessione di Gesseri e proprietą annesse)
proprio per investirne i profitti nell'espansione in ambito cittadino.
Solamente nel terzo quarto del '200, in accordo con la spinta dei Nove
verso l'area marittima, tornerą ad interessarsi della zona; nel 1278
attua infatti il grande progetto di cedere i 2/3 della proprietą di
Colle Sabatini al Comune e di costruirvi in compartecipazione un
insediamento fortificato.
Contemporaneamente alle cessioni maremmane, si segnala una nuova
campagna di acquisti in Val di Merse, che si muove secondo una volontą
cosciente di ampliare il controllo su tutto il settore
economico-produttivo. Dalla Tavola delle Possessioni sappiamo che la
proprietą comprendeva al 1318, due mulini a Brenna, uno a Orgia, quotato
per l'ingente cifra di 5061 lire ed vari edifici a Stigliano: sappiamo
poi, degli opifici, rilevati dal patrimonio dell'abbazia di Serena e
quelli di Campora, donati da Pagano nel 1214.
Nella gestione, si affiancava ad altri enti ecclesiastici, quali
l'abbazia di Torri e il monastero di Sant'Eugenio, che nel 1398 verrą
annesso al nucleo cistercense per ordine di papa Bonifacio IX; la
finalitą di queste strutture č rivolta ad una lavorazione conto terzi, e
non per la trasformazione di prodotti del monastero, data l'estensione
limitata delle sue quote fondiarie nei loro pressi.
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fonte http://archeologiamedievale.unisi.it |
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