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La grande Abbazia

Abbazia di San Galgano; Notizie Storiche

Le incertezze della fine del XIII secolo portano comunque un calo della popolazione religiosa dai 60 monaci del 1278 ai 36 del 1296; alla fine del XIV secolo ha però inizio il concreto processo di decadenza dell'organismo monastico.

Ne sono causa le frequenti scorrerie degli eserciti mercenari fiorentini intenzionati a vendicarsi contro Siena, e soprattutto la peste che trova un rapido veicolo di propagazione nelle scarse abitudini igieniche, tipiche delle comunità monastiche; sicuramente drammatici gli esiti dell'epidemia tanto che il 22 Agosto 1348 si è costretti ad aprire le celebrazioni sacre ai laici evidentemente a causa della mancanza di monaci.

Contemporaneamente si fa sempre più incombente lo spettro della commenda, che coincide per tutte le abbazie con la definitiva rovina.

 Nonostante i frequenti tentativi di Siena, di aumentare i propri diritti sulla comunità in modo da rendere inutile la gestione ecclesiastica, nel 1503 viene proclamato da Giulio II un abate commendatario, nella persona del cardinale Federico Sanseveroni.

L'amministrazione disattenta, la pericolosità del luogo sempre crescente determinano l'abbandono, da parte dei monaci, della sede originaria e il trasferimento in città presso il Palazzo di S. Galgano, iniziato a costruire nel 1474. Nel 1576 il vescovo di Rimini, in visita all'Abbazia, trova il monumento in via di distruzione ed solo un monaco ancora presente, che non veste nemmeno più l'abito consono alla sua condizione. 

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fonte http://archeologiamedievale.unisi.it