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Anna Calossi
E COSI' SCORRE LA VITA
Indosso la veste, le calze, le scarpe,
appendo i problemi che porto da casa,
adesso son pronta per affrontare quel grande ospedale
Inizio il mio turno, affronto decisa quei volti malati,gli
sguardi velati, rivolti al declino,
con occhi smarriti che cercano un forse
un filo di luce
Speranze esaudite, speranze fallite,
"da Lei" che ha sempre più sete
ed avidamente dal calice
beve un'anima persa
Ed io sono lì, che affronto il dolore
di un cuore spezzato, un ricordo finito,
e mentre la vita continua in corsia,
rifletto sull'eterno sonno
Un filo di voce adesso mi chiama,
riprende il carrello e via per le stanze,
fra flebo iniezioni, pomate e poi trasfusioni,
la testa mi scoppia
Scheletriche mani mi toccano il volto,
in cerca di un niente, di un tutto, un sorriso,
un soffio d'amore
L'orario è finito, fra risa e lamenti,
saluto i colleghi, saluto i malati,
ritorno da Te più ricca o più vuota
Arriva il momento del grande silenzio
e la mia anima sempre si chiede,
avrò fatto del bene?

Anna Calossi
RINCORRERE IL TEMPO
Mi agita il sonno, aspetto lo squillo
arriva lo sento, la mano io stendo,
in cerca di te mio piccolo amore,
adesso ti lascio e poi ti ritrovo che dormi di nuovo
Il giorno passa ed io non ti vedo,
ma sento il lamento di piccoli strilli
in cerca di me che sono al lavoro
Il cuore mi duole
io perdo di te
il tuo tempo migliore
Perdona piccino,
la mamma è lontana,
ma spesso ti pensa, ti chiama, ti ama
Un senso di colpa spesso mi assale,
ma devo lavorare e perdere il gioco, il sorriso,
il passo di un bimbo che cresce
lontano da me
Avessi potuto, avessi capito,
non ti avrei ceduto in mani di nonni, di tate, di altri,ma
stretto al mio cuore, al mio fianco ti avrei
Il bimbo è cresciuto ed io sono vecchia, libera e
sola,vorrei cercare di recuperare, ma il tempo che fu non
tornerà più

Anna Calossi
IL FIORE DELLA NOTTE
Marchiata da quel nome antico
strappata dallo stelo ancora in boccio per me è vietato
amare.
Cigno dalle occhiaie spente,
guardo con pena sotto queste stelle
sporcarsi in acque notturne le mie piume.
Schernita dall'egoismo umano devo apparire bella quando il
sole declina.
Sbattuta su marciapiedi ombrosi
audacemente vesto centimetri di stoffa,
profumo il mio aspetto e accolgo il vizio
in un mulinello di false delizie.
Vedo curvi su di me, visi muti, sconosciuti
ed il mio fascino svanisce nel caos che tormenta la mia
ignobile vita.
Sono la donna sporca, volutamente infeconda,
sono la sbagliata, sono un'anima provata.
Mi hanno rapito anche la dolcezza,
da quegli occhi pieni di soddisfazione ho preso schiaffi,
sputi e botte,
sul mio viso intriso di dolore vorrei solo una carezza.
Ogni sera nel mio casto silenzio veglio su di te famiglia
mia
e piango al pensiero del mio amato mare.
Ma avrò la forza di lottare per ritrovare quel prato
dove ancora bambina correvo per vedere te
e timida arrossivo al tuo saluto.

Anna Calossi
LA LUCE PER UN GIORNO
Vivo qui
dove fiorisce il buio
dove l'alba nelle mie piaghe
ha sepolto il colore.
Vivere da cieco
con le pupille secche
con l'illusione di spaccare a poco a poco
questo marmo senza vene, senza fine.
Si abbracciano le ombre,
dal nero della notte
si allungano nel vuoto buio del mattino.
Davanti a me non ho paragoni,
potessi vedere
anche per un solo giorno,
non perderei tempo:
spalancherei i miei occhi
mi aggrapperei ad un lampo
e darei luce al mondo,
divorerei il tramonto con lo sguardo
e con il vento ai piedi
imparerei a volare.
Poter vedere il mare
oppure un fiore,
il verde del mio prato,
il chiarore della luna,
"ma com'è bionda o bruna"?
E poi... la neve e te.
Avidamente
non avrei più sonno.

Anna Calossi
L' AMANTE
Ti avrò amore mio,
non fermerà una fede
la tua mano e bacerò
il tuo viso da mattino a sera.
"Innamorarsi mai"
dicevi sempre,
mentre ridevi e apparivi a me
sempre più bello.
Mi amavi e t'avvilivi,
pungeva di dolore
il tuo rimorso adulto,
frenare non potevi quest'odore.
E mentre seni e ventre
turbavano il tuo quieto,
a grappoli i miei baci
sfiancavano il tuo senno.
T'amerò,
con l'ansia sulla fronte,
ma spremerò con te
anche i secondi.

Anna Calossi
PASSIONE
Vorrei coprire il mio corpo di cera
per non avere più un'espressione sincera,
vorrei scolpire il mio volto su di una pietra
animata dal sangue di una vena,
vorrei che i miei occhi non avessero più pianto
per donarli a chi ha sofferto tanto.

Anna Calossi
CRESCERAI
Sei nato
ridi beato
chi piange è la madre
dal grembo svuotato
o fiore immaturo
appena sbocciato
la tua bocca non ancora baciata
malizia non ha

Anna Calossi
AL PADRE
Ora le tue mani
come tralci di una vecchia pergola,
la luce batte lì su quelle dita bianche
senza fiamma, un po’ piegate.
Come un muschio sfatto
il corpo s’affloscia sulle corde,
affonda la ruga sorpresa e muta.
Gocce d’amaro in bocca
e la saliva è un mare nel mio silenzio.
Guardo senza risposta ogni movenza,
gli echi delle voci mi scuotono il pensiero.
Cos’è questo tuo ozio padre?
Un desiderio pigro di dormire
oppure vuoi lasciarmi il tuo ricordo
lì, nell’infinito sonno…e poi domani…?
Promesse come vane speranze
e le pupille si velano d’addio.
La musica è sepolta con il tuo respiro.
Potessi scandire io quel battito
potessi darti linfa
potessi presiedere la scelta.
E invece poi…chiuso per sempre a stagionare.
Questa tua vita che mi è strisciata accanto
tenendomi per mano
s’infrange in una smorfia e poi svanisce.
M’assale la tristezza
smarrita e sola in un corteo di gente.
Un nodo è nella mia mente che più non sciolgo.

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